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Sen.Corrao:”L’ultima grande fatica di Danilo Dolci fu quella della sperimentazione della scuola per i bambini come forma di autoricostruzione e di autopromozione attraverso l’opera educativa”
Danilo Dolci:”La mattina quando vengono i bambini,a,ciascuno di loro viene chiesto di esprimere il desiderio della giornata.Alla fine quando tutti si sono espressi si inserisce anche l’educatore e inizia un proficuo dialogo.In una seconda fase piuttosto rapida ma intensa,si cerca di convenire insieme che cosa fare in modo che tutto quello che si fa durante il giorno non è soltanto spontaneo,ma è una pianificazione sulla base dei desideri e delle motivazioni di ciascuno.Il bambino non è un’idiota.Il bambino ha degli interessi vitali e diventando adulto rischia di incallirsi e di callificarsi.Diventare adulti vuol dire diventare spesso dei calli e importante è allora vedere come passare dalla naturale curiosità ad un processo per cui il bambino diviene esperto attraverso un certo metodo di scoprire e di trovare.”
Prof.Casarrubea:”Danilo era convinto che la scuola fosse un sistema violento.Quando parlava dei professori parlava di persone con la pistola puntata sulla testa del ragazzo.E diceva:l’insegnamento è violento.Noi invece dobbiamo fare in modo che le persone crescano per autogenerazione o per autorigenerazione”.Era convinto che ognuno avesse dentro i semi della pianta che doveva svilupparsi.”
Queste osservazioni del Senatore Corrao,dello stesso Danilo e del Prof.Casarrubea sulla maieutica di Dolci sono tratte dal dvd “Memory and Utopia” di Alberto Castiglione e nel dizionario filosofico la parola “maieutica”,dal greco “maia” (madre,levatrice) e “tèchne” (tecnica) vuol dire “arte della levatrice” e come diceva Socrate, attraverso gli scritti del suo allievo Platone, che il compito del filosofo non sarebbe quello di insegnare,ma quello di applicare la maieutica,l’arte dell’ostetrica,per aiutare colui che ascolta a “partorire” la verità che già possiede dentro di sé.
E la verità è che il nostro buontempone Peppone è il sindaco di Partinico ed è una certezza che nessuno da ora in poi potrà mai più mettere in dubbio perché il nostro primo cittadino dopo la sua apparizione del 22 aprile al Centro Educativo Mirto e al Palazzo dei Carmelitani al convegno “DANILO DOLCI: MAIEUTICA IN ATTO” ha finalmente capito dalle parole dello scrittore Giuseppe Barone che le persone devono pensare con la propria testa ed essere creativi per non spegnersi,imparando ad esercitare il proprio potere e a rapportarsi con gli altri.E infatti, come ben si vede nella vignetta, il nostro Peppe, avendo tanta voglia di maieutica ,tenta di esportare il metodo di insegnamento in un’aula dove la democrazia e la libertà sono solamente uno spot.E con fare deciso dice al maestro un po’ all’antica:”OGGI VORREI FARE IL SINDACO “e “oggi” è detto come figura retorica(sinèddoche),cioè…”intendo proseguire senza l’aiuto o u sdirrubbu di certi maestri la mia sindacatura. “Non si sa cosa succederà dopo questo scatto d’orgoglio ,ma sicuramente un po’ di caciara ci sarà perchè anche se non ha la pistola ,il gran maestro è abile nell’uso della bacchetta e del comando forse perché anche lui nel passato ne è stato vittima,come il piccolo Renzino che è stato messo in castigo perché non ha capito un’acca della formula del liquido più famoso che il maestro con tanta dovizia sta spiegando ai suoi allievi.
Caro Peppe…il tuo maestro non userà mai e poi mai il metodo della maieutica perché lui non è Socrate e tu non sei il suo allievo Platone e se sei all’ultimo anno delle scuole elementari siamo tutti salvi perché la scuola sta per terminare e il tuo calvario sarà solo un brutto ricordo e se invece hai ancora altri anni da frequentare in questa classe ti diamo un consiglio : “CANCIA SCOLA O CANCIA MAESTRO.”

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“Cu mancia fa muddichi” …tantissime volte nella nostra vita abbiamo sentito o detto questa frase,
ma adesso possiamo dire che ,grazie al caro pane, nella nostra Partinico non ci sarà più trippa per i gatti o per la precisione non ci saranno più molliche per i piccioni e gli uccelli che a breve migreranno nei paesi vicini perché “pi lu pani e pi lu vinu si cancia lu vicinu”. Nella vignetta infatti sono protagonisti i volatili che abitano nei tetti del palazzo municipale e la scelta è stata simbolica e non casuale perché l’amministrazione è stata delegata tramite il voto non solo a fare adempiere gli obblighi con i pagamenti delle imposte comunali ma anche a tutelare i nostri diritti e ricordiamo alla stessa che esiste il cosiddetto “pane comune”,cioè quello senza condimento e in pezzature medio-grandi che può essere sottoposto a calmiere.I volatili davanti al municipio stanno constatando a proprie spese che dopo l’aumento del pane sta aumentando la taccagneria e infatti non si racimola più niente perché chi si trova casualmente e di passaggio a mangiare qualche pagnotta sotto i loro nidi non lascia più nessuna traccia.In poche parole possiamo dire che oggi, nel nostro paese , “cu pani a stu prezzu”…”cu mancia nun fa cchiù muddichi”.

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Meglio si te ‘mparava zappatore,
ca ‘o zappatore,nun s’a scorda ‘a mamma!
Così cantava il re della sceneggiata napoletana quando capitò nel bel mezzo di una festa organizzata dal figlio dove tante erano le donne e le bottiglie di champagne perchè a lui,cioè allo zappatore non piacque la vita che conduceva il suo figliolo procurata oltretutto con il sudore della sua fronte e con i sacrifici di una vita .E si sentì tradito per essere stato malamente trattato dal sangue del suo sangue che si vergognava di chi lo aveva messo al mondo,ma soprattutto pensando a sua moglie malata e sofferente per avere perduto un figlio .Mario Merola nel film offrì la più grande delle sue interpretazioni rendendo al meglio la rabbia che può scaturire dal volto,dalla gola e dal cuore di un uomo ferito a morte dalla sua stessa carne.
Per fortuna noi a Partinico di questi problemi o meglio drammi non ne abbiamo perché “u zappaturi” della vignetta la sua terra,cioè la sua mamma che gli ha dato i natali,ce l’ha nel cuore e l’ha scritto pure nei suoi manifesti elettorali che hanno tapezzato tutta la nostra cittadina all’indomani delle elezioni nazionali e guarda caso proprio il giorno che hanno catturato Binnu ‘u tratturi .E se i pizzini o gli scritti rimangono e non volano come le parole ,dobbiamo credere che il suo è un contratto con i partinicesi,come quello di Berlusconi da Bruno Vespa, perché “u zappaturi” è un mestiere che costringe a rimanere legati alla propria terra.Il canditato di Alleanza Nazionale ha meno di un mese per zappare la sua terra e deve fare in fretta perché anche se nei giorni scorsi ha piovuto adesso il terreno sta indurendo velocemente e più si zappa più si fa “pruvulazzu” e male che vada sarà “polvere di stelle” . U zappaturi però è un cardiologo e conosce bene il cuore e se come Cupido saprà lanciare le sue frecce avrà risultati non indifferenti e la Partinico che lo voterà sarà la sua mamma.
Vicè…’o zappatore,nun s’a scorda ‘a mamma!

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Per alcuni decenni appena si sentiva la frase “caffè alla Pisciotta non si poteva fare a meno di pensare al famoso caffè avvelenato che portò all’altro mondo il cugino e braccio destro di Salvatore Giuliano con tutti i suoi segreti.Tanti anni dopo e precisamente negli anni 80 la frase nelle nuove generazioni fu sostituita con “il caffè alla Sindona”,banchiere siciliano e depositario di tanti segreti riguardanti il mondo politico,affaristico,mafioso e finanziario di quasi mezzo secolo.
Dal qualche tempo invece, appena si sentiva la parola “cicoria”, all’istante si pensava a Francesco Rutelli e alla sua famosa frase:”per tre anni ho tirato la carretta,ho mangiato pane e cicoria per consegnare a Romano Prodi un centrosinistra capace di vincere “ .In poche parole Rutelli disse che si era fatto “un mazzo così” per tre anni e rispose in questo modo a un Romano Prodi quando mise sul piatto la sua leadership dicendo: “o si fa la lista unitaria,o io non sono più disponibile a fare il candidato premier”.Rutelli usò queste parole perchè pane e cicoria vuol dire politica umiliata,dimessa e soprattutto politica bastonata con un sapore amaro che per lui è cominciata con la sconfitta delle politiche del 2001 e continuò con l’opposisione all’armata azzurra del centrodestra. Da martedì 11 aprile la cicoria,come avvenne per Pisciotta e Sindona, per il caffè, sarà una parola che ricorderà il fantasma di Corleone,il latitante più famoso del mondo,l’ex imprendibile Zu Binnu Provenzano,capo indiscusso del potere mafioso e non solo.
Ma cos’è la cicoria?La cicoria è un’erba che cresce spontanea,ma si può pure coltivare ed è una medicina naturale con effetti depurativi per lo stomaco,per il fegato e per l’intestino e infatti affretta l’espletazione dei propri bisogni facendo fluidificare “tante cose indigeste”.Si può mangiare cruda o bollita ed è buona pure tra due fette di pane,ma è un’erba amara e infatti alcuni famigerati mangiatori di cicoria hanno l’abitudine di assaggiare a fine pasto qualcosa di dolce come il miele e per come potete vedere nella vignetta uno di questi è il famoso “fantasma di Arcore” ,possessore del testimone della cicoria passatogli l’11 aprile giorno della sconfitta elettorale e della cattura della primula di Corleone .
E Francesco Rutelli con una canna in bocca ,ripudiata la cicoria, dice al nuovo capo dell’opposizione tristemente seduto mentre fa bollire la sua “prima pentola” di cicoria, con aspetto dimesso e una sciarpa bianca :
“ ADESSO TOCCA A TE VIVERE TANTI ANNI A PANE E CICORIA”. “…E DA SOLO ” pensa Clemente Mastella teneramente abbracciato alla nuova compagna dell’Unione ,Vladimira Luxuria,simbolo dei Pacs ,e già perfettamente integrato nella zapatera coalizione del centrosinistra .E non scherzano neppure Romano Prodi e il fido Arturo Parisi cominciando a tarda età a fare i primi passi della trasgressione fumando un po’ d’erba per sballare un po’.
Però i politici del centro sinistra devono stare attenti perché il nuovo mangiatore di cicoria come un fantasma condizionerà il futuro dell’Italia e il neogoverno minacciando con la sua forza senatoriale non indifferente le riforme e le leggi che consentiranno di governare .E infatti il primo passo del Fantasma di Arcore è stato quello di non riconoscere la legittimità dello spoglio e quindi delle elezioni e del nuovo governo e al contempo di proporre una grande coalizione tra maggioranza e opposizione chiedendo un’intesa a termine per non creare una situazione di stallo e infine,tramite i suoi postini,di avere almeno la Presidenza del Senato della Repubblica.Il fantasma di Arcore vuole trattare con lo Stato dettando alcune condizioni e già presenta il suo papello.
In poche parole possiamo dire che gli effetti depurativi della cicoria non avranno nessun effetto sul fantasma d’Arcore e anche se sulla carta non avrà nessuna legittimazione istituzionale e si vedrà poco ,sarà sempre presente e pronto a colpire quando meno te lo aspetti.

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“Berlusconi.un coglione e mezzo”…cioè più di un coglione perché il nostro Presidente del Consiglio eccelle sempre ed è il migliore anche nella coglionaggine e dopo il Berlusconi operaio,
tassinaro, partigiano,prete,cantante,venditore porta a porta abbiamo il Berlusconi coglione.Non c’è nessuna offesa nel definire il Cavaliere d’Italia con questo epiteto perchè l’intenzione è solo quella di attribuirgli una nuova alta onorificenza,cioè quella di Coglione d’Italia.
Cos’è un coglione? In anatomia è un testicolo che quasi sempre è in compagnia di un gemello siamese ,ma è pure un insulto entrato da tempo nel linguaggio corrente mantenendo sempre le caratteristiche di volgarità ed è pure un modo per prendere in giro qualcuno facendo riferimento all’attributo sessuale per evidenziarne la sprovvedutezza o stupidità.Al plurale invece non è dispregiativo ed è usato per indicare una persona,uomo o donna,particolarmente capace che ha gli attributi,cioè le palle o per essere in argomento “ i coglioni “.
Il Presidente del Consiglio il 4 Aprile del 2006 ha dichiarato che” ha troppa stima dell’intelligenza
degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse”.Poi come al solito il grande “gaffeur d’Italia” ha corretto il tiro con le solite giustificazioni affermando che lo ha detto affettuosamente con il sorriso sulle labbra e che lui è stato per anni offeso senza avere ricevuto nessuna scusa.Rimane il fatto però che nominare in questa campagna elettorale un cittadino come elettore di centrosinistra equivale in senso ironico a dargli del coglione.
Nella vignetta il Capo del Governo ha un’intuizione geniale ed è la seguente: coglioni sono gli elettori del centro sinistra e coglione è pure il candidato Romano Prodi ,perché a detta del Cavaliere è un poveraccio con appena cinque deputati e come un coglione è sicuro di rimanere in sella per cinque anni.E allora perché non lanciare un ultimo S.O.S. agli elettori indecisi votando per uno che è primo in tutto perché se Prodi è un coglione lui è “ di più “ essendo un coglione e mezzo?
Caro Presidente pro-tempore…sono tanti in Italia coloro che hanno gli attributi e stanne certo che tra un coglione,per come dici tu,e un coglione e mezzo voteranno per il primo.

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Martedi 11 aprile i nostri Gino,Franco e Ciccio dopo essere partiti dalla nostra e per loro “stretta Partinico”sono alle porte di Roma e come nel famoso film “tre uomini e una gamba” si presenteranno non con una gamba di legno come i protagonisti del film,bensì con una gamba, anch’essa un’opera d’arte moderna,cioè la coscialunga di Alleanza Nazionale,un socialista di mussoliniano esempio, passato nelle fila del centro destra;uno che del cuore ne ha fatto la sua ragione di vita ,l’unico che sorride dentro il partito di Fini e che anche quando è alterato e infuriato alla fine ti chiede sorridendo:come sono andato?
Il nostro Ciccio Toia ,professore saggio e colto, mentre è alla guida di una Fiat 500 colore verde acqua marina pensa a Giuseppe Garibaldi quando ispezionò la guardia nazionale a Palermo e una voce dalla folla gridò: “ o Roma o morte”.E quel grido sembrò cancellare ogni residua esitazione e cautela del vecchio generale e cominciò così il reclutamento dei volontari.Dei 60 battaglioni di fanteria presenti nell’Italia meridionale non uno si mosse e dopo le minaccie di NapoleoneIII ,il governo italiano fermò quella masnada di avventurieri e bloccò Garibaldi . Ma al nostro Ciccio e al collega repubblicano Franco Cangemi interessa solamente la forza di quel grido così famoso e soprattutto l’Unità d’Italia e mettere finalmente alle corde i partiti che vogliono dividere il nostro Bel Paese.Il pensiero di Ciccio però è interrotto da Gino Chiavello che con ardire imperativo vedendo un’ autostoppista dice : “ Ciccio …frena “ …non i tuoi pensieri, ma l’automobile perché abbiamo trovato una gamba e ….” ONZA CHE GAMBA “
Cari amici visitate bene “Roma città aperta” perchè così venne considerata durante la seconda guerra mondiale per aver sofferto dei pesanti bombardamenti e come turisti vi consigliamo il Colosseo,i Musei del Vaticano,la Galleria Borghese,il Foro Romano,le Catacombe e dulcis in fundo il Circo Massimo.

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Il 31 marzo molti telespettatori di telejato si sono divertiti a sentire un’intervista di Pino Maniaci perché lo spettacolo era unico e di una comicità tanto bella al punto che si stentava a credere che tutto fosse realtà.Il grande Eduardo De Filippo se fosse passato da Partinico non se ne sarebbe andato più e avrebbe piantato le sue radici e sarebbe nata la “sceneggiata o meglio la commedia partinicese”.
Il protagonista di tale opera teatrale è il noto e popolare Cochi del Consiglio Comunale,il battagliero paladino dei 108 alloggi,il salvatore P.E.E.P.,il rappresentante della pampina nel consesso comunale,l’alter ego del neo senatore Cangemi,la spada nel fianco dell’ex assessore Rizzo Puleo,Lui:il consigliere Andrea Prussiano.
Nella vignetta intitolata “l’ambidestro” si nota un Pino Maniaci in tre sequenze ,il quale rifacendosi ad una vecchia barzelletta degli anni 80 che misurava il grado di intelligenza di un’ammissione ad un concorso, fa un giochetto ad Andrea facendo vedere ambedue le mani spiegando all’ignaro interlocutore quale è la mano destra e quale è la sinistra e dopo averle rimescolate di nascosto rifà la domanda ,sicuro che al cinquanta per cento il politico sbagli e al cinquanta per cento indovini.
Lungi da Pino però l’intenzione di misurare l’intelligenza di Andrea non avendone il tempo e gli strumenti.Maniaci infatti altro non vuole che misurare il grado di confusione .E lo ha fatto veramente e tutti l’abbiamo visto quando il consigliere ha detto:”faccio parte di un centro sinistra e oggi stiamo amministrando noi” e dopo che è stato diagnosticato dal cronista “in stato confusionale” si è confuso ancor di più dicendo a sua volta:”il P.R.I. è a destra ma a Partinico si ritrova nel centro sinistra”.Andrea…tu e Franco Cangemi, è vero che vi ritrovate per diversi motivi in una giunta di centro sinistra ,ma non siete nel centro sinistra perché siete organici nel centro destra e grazie alla vostra presenza nel governo cittadino il vostro appoggio e la vostra acqua la porterete nel mulino della casa delle libertà sia nelle elezioni nazionali che regionali, e se hai notato bene ,Francuzzu nel confronto tra candidati era seduto nello schieramento di centro destra e non confonderti più dicendo che “sei” nel centro sinistra perché conti alla mano… voti e fai votare centro destra.Il grande Giorgio Gaber ,nel suo famoso brano “destra e sinistra”,diceva che il culatello è di destra come il bagno che è sempre in fondo a destra e che la mortadella è di sinistra e caro Andrea …”l’ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia e la tua passione e l’ossessione della tua diversità al momento dove è andata non si sa.”
Se non fossi un neonato della politica,sballottato in un balletto più grande di te ,potremmo pensare che sei un ambidestro e cioè furbo e astuto e con due piedi in una scarpa e come va’ va’ sei sempre “aggritta”. E invece pensiamo positivo ,cioè che sei un vero ambidestro che usa tutte e due le mani e non distingui la destra dalla sinistra e a Pino risponderai tirando ad indovinare e non te ne vogliamo perché conosciamo le motivazioni che ti hanno catapultato nel mondo politico e comprendiamo le difficoltà a cui vai incontro con questa destra e questa sinistra della politica italiana.
Caro consigliere Prussiano…i giochi politici lasciali agli stregoni della politica e concentrati “MANI E PIEDI ” al problema pluriannoso dei tuoi elettori perché non vorremmo che Giovanni Guerra dopo la vignetta della “carica dei 101” dovesse fare una vignetta con il titolo “LA CARICA DEI 107”

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“NOI SIAMO UN POPOLO CHE SALE “ così disse Benito Mussolini il 4 Novembre del 1929 nel discorso pronunciato al Congresso dei Mutilati a Roma e così dicono nella vignetta i nostri tre candidati partinicesi al Senato della Repubblica e cioè Mister Gino Chiavello,l’Assessore Franco Cangemi e il Professore Ciccio Toia.Tre nostri conterranei che aspirano a salire i gradini del potere e state certi che se eletti Partinico gioirà perché i tre sono dei signori nati e cresciuti e il potere ,se salgono, sarà di Partinico tutta perché la nostra povera città nella prima repubblica ha avuto parlamentari che adesso “non esistono più”.
Guardando il caro Ciccio Toia ,filosofo di strada e di vita ,si può benissimo pensare al sale come sapienza perché nella sua zucca c’è una salina e le sue battute spiritose altro non sono che il risultato di un’intelligenza viva e soprattutto di una bontà che lo distingue da altri politici che mendicano potere e alimentano odio.
Ciccio Toia risponde solo alla sua coscienza di educatore e non si critichi il suo percorso elettorale perché la BBc nei giorni scorsi ha detto che cambiare strada e abitudini fa diventare più intelligenti e al grido di “viva il cambiamento” c’è la possibilità di vedere aumentata siino al 40 % la propria capacità intellettiva.
Il titolo della vignetta è alquanto pungente e graffiante per alcuni ,ma può essere speranzoso anche per altri….” Roma capùt “ . Per i primi è : con un Senato così…..ne vedremo delle belle e per gli altri invece è : Roma ai nostri piedi …cioè “ Partinico caput mundi .

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Perbacco ! …direbbe un famoso personaggio dei fumetti…ma dove lo trovate un assessore come Ciccio Cangemi?E’ impossibile trovarlo e se un giorno un regista di fama mondiale vorrebbe fare un film su Francuzzu si ha la certezza assoluta che il protagonista sarà sempre lui:l’assessore ai servizi a rete,il Renato Pozzetto dell’amministrazione Motisi perché solo lui può interpretare se stesso.Un assessore costretto ad anticipare l’indennità di amministratore per riparare le scaffe,pericolose per i cittadini, che nascono come i funghi nelle strade del paese diventato un formaggio svizzero coi buchi non lo si trova facilmente.Un assessore costretto ,a proprie spese,a tappare i buchi di Giordano e di Motisi,cioè dell’amministrazione passata e di quella presente, e che si sacrifica con grande dispendio di energie fisiche e mentali per i propri concittadini non deve andare via .E soprattutto non deve lasciare spaesato e “perso” nei suoi 108 pensieri il povero Cochi.
Nella vignetta il candidato senatore numero due della lista del partito repubblicano italiano Franco Cangemi assume le sembianze di un uccello appartente alla famiglia dei passeri e come quasi tutti i passeri ha una forma tozza con zampine più adatte al saltello che alla camminata.Questo volatile nidifica sotto i tetti,nelle crepe ed è un po’ dovunque.E’ un uccellino lungo circa 14 centimetri,molto socievole e se allevato in cattività si affiata molto con il suo amico-padrone cercandone la compagnia e il suo contatto, e non sono rari i casi in cui il passerotto passa diverse ore della sua giornata sulla spalla o nel taschino di una camicia del suo padrone.Ciccio però è stanco delle scaffe e di nidificare a Partinico e allora si innalza perché vuole andare a Roma a fare il senatore della repubblica e sa benissimo che ne ha le qualità pensando “chi lingua ha,a Roma va” perché la sua arte oratoria è seconda solo a Giorgio Almirante.Nella parte destra della vignetta si notano commossi siino alle lacrime il nostro Peppone , il barboncino e i due assessori più vicini al neosenatore ,dentro una bella scaffa , che intonano una canzone di Claudio Baglioni: “ passerotto …non andare via “ …. cioè…”Cicciù nun ci lassari ‘nna scaffa” .

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Ei fu.Siccome immobile
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa,attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà
Questa è la parte iniziale dell’ode “Cinque Maggio” scritta da Alessandro Manzoni in soli tre giorni dal 17 al 19 luglio 1821 subito dopo la notizia della morte di Napoleone Bonaparte,giunta a Milano il 16 luglio al punto di impressionarlo tanto da creare uno sgomento che sempre coglie gli uomini quando muoiono i Grandi che sembrano indistruttibili e di commuoverlo meditando sulla vita e sulla morte,sulla gloria,sulla solitudine,sul dolore e sulla Benefica Fede.Il Manzoni non esprime un giudizio sull’epoca napoleonica e Bonaparte incarna ,con le sue imprese,il vertice della gloria cui un uomo possa aspirare e l’ode paragona e contrappone la grandezza divina alla grandezza umana e trova toni di dolcezza nei confronti del protagonista,assalito dall’onda dei ricordi.
Raccontare la vita di Napoleone Bonaparte non è nelle nostre intenzioni per problemi di tempo ma ci limiteremo a raccontare solo alcune cose che possono interessare i nostri telespettatori.
Napoleone Bonaparte nacque in Corsica nel 1769 e fu una figura storica assai discussa ma di straordinaria importanza:di fatto impose dal 1799 una dittatura alla Francia,come Imperatore dei francesi con il nome di Napoleone I dal 18 maggio 1804 al 6 aprile 1814 e vi furono 15 anni di monarchia assoluta e il generale divenne l’autocrate del popolo francese,nei primi 5 anni come console e negli altri 10 come Imperatore.
Governò inoltre sulla maggior parte dell’Europa occidentale e centrale e fu il primo regnante della dinastia dei Bonaparte.E nei paesi sotto il suo dominio egli metteva al potere i suoi fratelli o i suoi marescialli o lasciava i monarchi vinti e gli si doveva obbedire ciecamente sennò si perdeva il trono.Bonaparte creò inoltre le condizioni che assicurarono il tranquillo guadagno nel commercio e nell’industria,cioè la sistemazione e l’attuazione di tutto ciò per cui la borghesia aveva partecipato alla rivoluzione del 1789.
Napoleone creò uno stato che assicurava il dominio economico della borghesia.
Da non dimenticare che la Gioconda, la più bella opera di Leonardo,si trova a Parigi nel museo di Louvre e dopo la sconfitta di Napoleone ,saccheggiatore di opere d’arte , molti tesori furono restituiti ai legittimi proprietari tranne la Monna Lisa.
Nel 1814 fu costretto ad abdicare e ad andare in esilio all’isola d’Elba e i Borboni,con Luigi XVIII,ritornarono sul trono.
Nel 1815 riuscì a fuggire dall’Elba e ritornò per cento giorni al potere ,ma venne sconfitto a Waterloo , ritornò a Parigi e firmò la seconda abdicazione in favore del figlio Napoleone II che regnò solo sulla carta e nel 1818 ,sempre Napoleonino, fu creato Duca di Reichstadt.
Napoleone voleva ritirarsi in esilio in America,ma arrivando a Rochefort ,comprese che gli sarebbe stato impossibile sfuggire agli incrociatori inglesi e allora si recò spontaneamente sulla nave inglese Bellerophon,facendo appello alla magnanimità dell’Inghilterra.Tuttavia la sua sola presenza rappresentava una minaccia permanente per la pace europea;da più parti si reclamava che fosse giudicato in qualità di criminale di guerra.
Il governo inglese così decise di mandare Napoleone sull’isola di Sant’Elena,poiché,data la sua posizione nell’oceano e la sua distanza dalla terraferma,avrebbe reso impossibile il suo ritorno:Dopo due mesi e mezzo di navigazione ,accompagnato dal prodino Laurant De Trapanè,il 15 ottobre 1815 l’imperatore prigioniero sbarcò sull’isola dove avrebbe finito i suoi giorni in una casetta costruita frettolosamente a Lonwood ; e quest’ultimo capitolo della vita di Napoleone è rappresentato nella vignetta ,oggetto di un pensiero scaturito dagli schermi di telejato quando si vede nel tg più terribile d’Italia “www:addiopizzo – un’intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” ,uno spot contro la cancrena del pizzo e del racket ,un dramma che oltre al danno procurato alle vittime aggiunge anche la beffa,ossia l’espressione del vero potere mafioso,cioè gli esattori del pizzo non sono anonimi e “mafiano” nel vero senso della parola e il patron di telejato non pensa subito al racket mafioso perché alla parola pizzo associa, alla velocità della luce, un pizzo famoso e molto conosciuto nella nostra città e non ha nessuna colpa in questa associazione perché il pensiero non è un automobile dotata di freni e per lui “il pizzo da estirpare è il nostro Napoleone locale” che nel sogno è accompagnato dal fido Renzino su una barchetta che li condurrà nell’isola di Favignana e i due margheritini sono salutati dal nostro Peppone che come Napoleone II ,quello che regnava sulla carta tanto per capirci, è felice della abdicazione di Bonaparte per potere così governare senza nessun condizionamento psicologico e la sua felicità offusca la sua mente e i suoi occhi al punto da non accorgersi che il cagnolino accompagnatore è triste per il dispiacere procurato dalla partenza dell’imperatore e avendo avuto un aumento di pressione è ricorso ad una borsa di ghiaccio poggiata sulla testolina perché il quadrupede è più furbo e prevede e sa “ CHE SENZA CHIMENTI NUN SEMU NENTI “ e non si potranno più creare né paletti per le industrie e neppure le condizioni per assicurare un futuro roseo alla nostra città tramite la nascita di megacentri commerciali ,cioè creare una Partinico dove il dominio economico sia nelle mani di pochi borghesi .
Pino Maniaci il tuo è un sogno chiamato desiderio e i sogni difficilmente si avverano e poi rimane un dubbio:siamo sicuri che Favignana sia Sant’Elena e che il viaggio sia senza ritorno?potrebbe trattarsi solamente di un’estate al mare,cioè nel mare di Favignana.
Chi vivrà vedrà.